Camp Hero esiste, MKULTRA è esistito e la serie nacque con il nome Montauk. Ma tra il radar della Guerra fredda e i portali dimensionali manca ancora la prova decisiva.
Camp Hero esiste, MKULTRA è esistito e la serie nacque con il nome Montauk. Ma tra il radar della Guerra fredda e i portali dimensionali manca ancora la prova decisiva.
Inchiesta aggiornata al 3 settembre 2026 • di ADB
Il radar non gira più. Resta immobile sopra i boschi di Montauk, enorme rettangolo di ferro rivolto verso un cielo che non deve più scrutare. Sotto, sentieri, batterie costiere e fabbricati militari dismessi compongono uno scenario talmente perfetto per una storia di laboratori clandestini che sembra costruito da uno scenografo. Invece Camp Hero è reale. E proprio questa realtà, incompleta e inquietante, ha offerto al mito il terreno ideale.
La cultura popolare associa oggi quel luogo a bambini rapiti, controllo mentale, telepatia, viaggi nel tempo e aperture verso altre dimensioni. È il cosiddetto Montauk Project. Molti lo presentano come il dossier segreto che avrebbe ispirato Stranger Things. La formula contiene un nucleo vero e un salto non dimostrato: la serie dei fratelli Duffer nacque davvero con il titolo Montauk e incorporò esplicitamente la leggenda; non esistono però prove pubbliche che gli esperimenti straordinari raccontati nella leggenda siano avvenuti a Camp Hero.
Questa inchiesta entra quindi in tre stanze diverse: la base militare documentata, le testimonianze che costruirono il mito e la finzione televisiva. Confonderle rende la storia più sensazionale. Separarle la rende molto più interessante.
La base che esiste davvero
Camp Hero si trova all’estremità orientale di Long Island. La scheda dell’U.S. Army Corps of Engineers descrive un sito di 468,69 acri utilizzato in epoche diverse per attività militari e trasformato durante e dopo la Seconda guerra mondiale in installazione di difesa costiera. Le batterie 112, 113 e 216 proteggevano gli accessi a New York; edifici e infrastrutture erano stati inseriti in un paesaggio remoto, esposto all’Atlantico.
Nel dopoguerra l’area passò alla difesa aerea. Il simbolo rimasto è l’AN/FPS-35, un radar a lungo raggio della rete di allarme della Guerra fredda. La grande antenna entrò in servizio all’inizio degli anni Sessanta e la stazione cessò le attività operative all’inizio degli anni Ottanta. Oggi il sito fa parte di Camp Hero State Park: il portale dello Stato di New York presenta apertamente il parco come un’area naturale che comprende un’installazione militare storica.
Questo è il primo fatto importante. Non c’è bisogno di inventare una base: c’è davvero. Non serve immaginare un’antenna colossale: è ancora lì. E non è strano che parte dell’area resti interdetta o che esistano strutture sotterranee convenzionali: batterie, depositi, passaggi tecnici e locali protetti sono normali in un complesso di difesa costiera. L’esistenza di bunker non dimostra però laboratori su dodici livelli, né un tunnel temporale.
1992: quando il luogo diventa il “Progetto Montauk”
La versione moderna della leggenda si consolida con The Montauk Project: Experiments in Time, pubblicato nel 1992 da Preston B. Nichols e Peter Moon. Il libro racconta in prima persona ricordi che Nichols sosteneva di avere recuperato: esperimenti psichici, manipolazione mentale, uso del radar per amplificare pensieri, una “Montauk Chair”, ragazzi sottoposti a programmi clandestini e infine un varco nello spazio-tempo.
Il problema probatorio nasce all’origine. Il racconto non parte da registri operativi, contratti, ordini di missione, fotografie tecniche datate o testimonianze indipendenti convergenti. Parte da memorie dichiarate come represse e successivamente recuperate. Altri narratori hanno aggiunto dettagli, ma una testimonianza che si espande non diventa automaticamente una documentazione.
Le affermazioni più spettacolari pongono inoltre una difficoltà logistica: scavi enormi, impianti energetici, personale numeroso e trasporto di materiali avrebbero lasciato tracce amministrative, geologiche, finanziarie e umane. L’assenza pubblica di tali tracce non prova matematicamente che nulla sia accaduto; rende però ingiustificato presentare il progetto come fatto accertato.

MKULTRA: il precedente reale che alimenta il sospetto
La leggenda funziona perché non nasce nel vuoto. MKULTRA fu un vero programma della CIA dedicato alla ricerca sul comportamento umano, alle droghe e alle tecniche di interrogatorio. Le audizioni del Senato del 1977 e i documenti oggi disponibili nel reading room della CIA ne attestano l’esistenza, gli abusi e la distruzione di una parte dei fascicoli ordinata nel 1973.
È qui che il ragionamento può deragliare. Da “il governo statunitense condusse esperimenti segreti e non etici” non discende “quindi Camp Hero aprì portali dimensionali”. MKULTRA dimostra che segretezza e sperimentazione clandestina non sono fantasie; non documenta però un programma chiamato Montauk, non prova l’uso dell’AN/FPS-35 per controllare menti e non collega Nichols a una catena di comando verificabile.
Il precedente storico riduce la fiducia automatica nelle smentite istituzionali. Non riduce lo standard delle prove. Al contrario, dovrebbe alzarlo: quando un programma reale emerge, compaiono memorandum, bilanci, nomi, audizioni, vittime identificabili e archivi. Per Montauk, quel corpo documentale non è mai apparso in forma verificabile.
Dal pitch Montauk a Hawkins
Il legame con Stranger Things è invece documentato. La prima presentazione dei fratelli Matt e Ross Duffer descriveva una serie intitolata Montauk, ambientata nel 1980 sulla costa di Long Island. Il pitch trasformava la cospirazione in motore narrativo: una struttura governativa, esperimenti su persone dotate di capacità psichiche, un bambino scomparso e una minaccia proveniente da un’altra dimensione.
In un’intervista del 2016 a The Hollywood Reporter, i Duffer spiegarono che apprezzavano l’ambientazione costiera e il richiamo ad Amity di Jaws, ma che girare a Long Island in inverno sarebbe stato poco pratico. La storia fu quindi trasferita nella città immaginaria di Hawkins, Indiana. La base di Montauk diventò Hawkins National Laboratory; il folklore locale fu mescolato con Stephen King, Steven Spielberg, horror anni Ottanta, paranoia della Guerra fredda e riferimenti a MKULTRA.
La distinzione lessicale è decisiva. Stranger Things non è “basata su una storia vera” nel senso di una ricostruzione. È ispirata a un luogo reale e a una leggenda cospirazionista preesistente, poi liberamente rielaborata. Eleven non è la prova dei “Montauk Boys”; l’Upside Down non conferma un portale; il Demogorgone non è il verbale di un incidente militare.
Il cerchio si è chiuso simbolicamente nel finale della serie. In un’intervista ufficiale pubblicata da Netflix nel gennaio 2026, Ross Duffer ha spiegato che il richiamo a Montauk inserito nella conclusione era un omaggio alla località originaria del progetto. Non una confessione tardiva, dunque, ma una strizzata d’occhio alla genealogia creativa della serie.

Le somiglianze che contano — e quelle che ingannano
Le corrispondenze sono reali: base isolata, bambini usati come cavie, poteri psichici, ricerca militare, dimensione alternativa, creatura liberata dall’esperimento. Sono reali come elementi narrativi presenti nella leggenda e nel progetto televisivo. Non sono riscontri storici dell’accaduto.
Il passaggio dal mito alla serie ha inoltre compresso fonti diverse. Hawkins Lab richiama Montauk, ma anche il laboratorio generico della fantascienza e la storia documentata dei programmi di controllo mentale. Il mostro materializza paure che nei libri di Nichols erano già presentate come conseguenza di esperimenti psichici. I ragazzi in bicicletta, le famiglie suburbane e l’avventura corale appartengono invece alla grammatica cinematografica amata dai Duffer.
Dire che tutto viene dal Montauk Project cancella questa composizione. Dire che Montauk non c’entra nulla ignora il titolo originale e il pitch. La conclusione più solida è intermedia: il mito fornì un telaio potente, ma la serie lo trasformò radicalmente.
Prova, testimonianza, ipotesi, speculazione
Fatto documentato: Camp Hero fu un’installazione militare e ospitò un grande radar di allarme durante la Guerra fredda. Oggi è un parco statale con strutture storiche ancora visibili.
Fatto documentato: MKULTRA esistette e fu oggetto di audizioni del Senato. Questo prova pratiche clandestine di ricerca comportamentale, non il Montauk Project.
Testimonianza non corroborata: Nichols e altri affermarono di avere partecipato o essere stati coinvolti in esperimenti a Camp Hero. Le memorie dichiarate non sono accompagnate da una catena documentale indipendente sufficiente.
Ipotesi plausibile: l’aspetto della base, la segretezza militare, le strutture sotterranee convenzionali e il precedente MKULTRA favorirono la nascita e la persistenza della leggenda.
Speculazione: controllo mentale irradiato dal radar, teletrasporto, viaggi nel tempo, contatti extraterrestri e mostri materializzati. Nessuna prova pubblica verificabile li sostiene.
Fatto documentato sul piano creativo: Stranger Things nacque come Montauk e i suoi autori hanno confermato il successivo trasferimento a Hawkins.
Il vero mistero di Montauk
Il Montauk Project resiste perché unisce tre materiali difficili da separare: rovine autentiche, crimini governativi autentici e ricordi non verificati. Il radar offre l’icona, MKULTRA fornisce il precedente, il libro del 1992 costruisce la trama. Stranger Things ha trasformato quella miscela in un linguaggio globale.
L’indagine non deve scegliere tra credere a tutto e deridere tutto. Può riconoscere che i governi hanno nascosto programmi reali, che le istituzioni militari producono aree opache e che le vittime meritano ascolto. Può anche pretendere documenti, corroborazioni e coerenza prima di dichiarare aperto un portale nel sottosuolo di Long Island.
Alla fine il mistero più solido non è ciò che si troverebbe sotto Camp Hero. È il modo in cui una base abbandonata diventa memoria collettiva: prima installazione di difesa, poi leggenda, infine Hawkins. Il radar non gira più, ma continua a trasmettere storie.
Documenti e fonti
- U.S. Army Corps of Engineers – Camp Hero FUDS, Montauk, New York
- New York State Parks – Camp Hero State Park
- CIA FOIA – Project MKULTRA, audizione del Senato del 3 agosto 1977
- CIA FOIA – dichiarazione del direttore Stansfield Turner al Senato
- The Hollywood Reporter – intervista ai fratelli Duffer sulle origini di Stranger Things
- Netflix Tudum – intervista finale: il richiamo conclusivo a Montauk
- Slamdance – Stranger Things / Montauk, pitch deck
- Google Books – Preston B. Nichols e Peter Moon, The Montauk Project: Experiments in Time