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Categoria: Film
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X-Files torna su due fronti: il pilot di Ryan Coogler ha terminato le riprese e Chris Carter pubblica finalmente la versione horror di I Want to Believe che avrebbe voluto realizzare nel 2008.

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Lola R. | Alfa Network | 20 agosto 2026

La verità è là fuori. A quanto pare, però, nel 2026 ha deciso di tornare anche dentro gli studi televisivi. X-Files sta vivendo un doppio risveglio: da una parte Ryan Coogler ha girato a Vancouver il pilot di una nuova incarnazione della serie; dall’altra Chris Carter ha finalmente rimesso mano a The X-Files: I Want to Believe, liberando dopo diciotto anni la versione horror che avrebbe voluto portare al cinema nel 2008.

Prima di accendere la torcia di Mulder, però, sistemiamo una piccola ma importante imprecisione che sta circolando online: non risultano ancora in lavorazione «nuove puntate» di un’intera stagione. Le riprese confermate riguardano il pilot, concluse a giugno. Hulu deve ancora trasformarlo ufficialmente in una serie completa. Insomma, il dossier è stato riaperto, ma il timbro «stagione ordinata» non è ancora comparso sulla cartellina.

Ryan Coogler entra negli X-Files

Il nuovo progetto è affidato a Ryan Coogler, regista di Black Panther e Sinners. Coogler ha scritto e diretto il pilot, girato a Vancouver tra maggio e giugno 2026, riportando X-Files proprio nella città canadese che aveva dato alla serie originale buona parte della sua atmosfera umida, boschiva e meravigliosamente sospetta.

I protagonisti sono Danielle Deadwyler e Himesh Patel. Non interpretano nuove versioni di Dana Scully e Fox Mulder: sono due nuovi agenti FBI, molto diversi tra loro, assegnati a una divisione da tempo chiusa che si occupa di fenomeni inspiegabili. Nel cast del pilot figurano inoltre Amy Madigan, Steve Buscemi, Ben Foster, Devery Jacobs, Tantoo Cardinal e Lochlyn Munro.

Jennifer Yale è indicata come showrunner, mentre Chris Carter partecipa come executive producer. Carter ha dato pubblicamente la propria benedizione al progetto e, fatto curioso, ha raccontato di aver scelto di non leggere la sceneggiatura per poter vedere il risultato quasi da spettatore.

X-Files 2026, il nuovo pilot e la director's cut
Due X-Files nel 2026: il futuro di Coogler e il passato riscritto da Carter. Infografica originale Alfa Network.

Mulder e Scully torneranno?

È la domanda che inevitabilmente aleggia sopra il progetto con la discrezione di un UFO sopra una base militare. Le informazioni pubbliche sono ancora prudenti. Chris Carter ha recentemente lasciato intendere che David Duchovny e Gillian Anderson potrebbero comparire nel nuovo progetto, mentre Anderson ha confermato di aver letto il pilot e ha espresso apprezzamento per la direzione scelta da Coogler.

Questo non significa che Mulder e Scully siano i protagonisti della nuova serie. Tutto ciò che sappiamo indica il contrario: il centro narrativo sono i due nuovi agenti. Un eventuale ritorno dei personaggi storici potrebbe servire da ponte tra due generazioni, ma finché Hulu non comunica ufficialmente forma e dimensioni della loro presenza è meglio lasciare il punto interrogativo dove X-Files lo ha sempre preferito.

Il secondo ritorno: I Want to Believe come Carter lo voleva davvero

Se il nuovo X-Files guarda avanti, Chris Carter ha contemporaneamente riaperto un fascicolo del 2008. Il 14 agosto 2026 è arrivata la nuova director’s cut di The X-Files: I Want to Believe, ribattezzata The X-Files: I Want to Believe – Vrach Frankenshteyn. Disney ha annunciato la nuova versione per Disney+, mentre negli Stati Uniti è disponibile anche su Hulu.

Non è semplicemente la vecchia edizione con qualche scena rimessa dentro. Carter ha rimontato il film per avvicinarlo alla sua intenzione originaria: un horror più duro, cupo e disturbante, ispirato al mito di Frankenstein e alle possibilità, terribilmente reali, della medicina sperimentale.

Il film che nel 2008 non gli lasciarono fare

Carter ha spiegato che la 20th Century Fox spinse il progetto verso una classificazione PG-13. La versione cinematografica finì quindi per attenuare diversi elementi horror e dare maggiore spazio al rapporto sentimentale tra Mulder e Scully.

La nuova Vrach Frankenshteyn compie l’operazione inversa. Riduce parte della componente romantica e riporta al centro rapimenti, esperimenti medici, trapianti e quella particolare zona grigia nella quale X-Files ha sempre funzionato meglio: il punto in cui la scienza è abbastanza reale da rendere il mostro ancora più inquietante.

Curiosamente, questa director’s cut è persino più corta della versione cinematografica: circa novantotto minuti. Quindi niente «film più lungo uguale film migliore». Carter ha utilizzato il montaggio come un bisturi, non come una pala.

Perché proprio adesso?

Qui la coincidenza diventa interessante. Nel 2026 il fenomeno UAP non appartiene più soltanto alla cultura pop. Audizioni parlamentari, documenti governativi, programmi militari e testimonianze hanno riportato UFO e anomalie aeree dentro il dibattito pubblico. X-Files nacque in un mondo nel quale il complotto governativo era soprattutto materiale narrativo. Oggi uno sceneggiatore deve competere con conferenze stampa del Pentagono, whistleblower e filmati militari realmente pubblicati.

Coogler ha quindi davanti una sfida notevole: come si reinventa X-Files in un’epoca in cui il pubblico ha già imparato a sospettare di tutto?

Non chiamatela ancora nuova stagione

Il pilot è stato girato e Himesh Patel ne ha confermato la conclusione delle riprese. Ma al momento delle informazioni disponibili non risulta ancora annunciato pubblicamente un ordine definitivo per una stagione completa. Il progetto è quindi molto concreto, ma si trova ancora nel passaggio decisivo tra episodio pilota e serie.

Questo dettaglio rende il 2026 quasi perfettamente X-Files: abbiamo prove che qualcosa esiste, sappiamo chi lo ha realizzato, sappiamo dove è stato girato, ma non sappiamo ancora esattamente che cosa diventerà.

Il punto di Lola

La combinazione è affascinante. Carter riporta alla luce un X-Files che nel 2008 gli era stato impedito di mostrare fino in fondo. Coogler prende invece quella stessa creatura e prova a lanciarla nel presente con nuovi investigatori, nuove paure e un mondo nel quale la parola «UAP» compare ormai nei documenti ufficiali.

Il rischio è evidente: trasformare un mito televisivo in un altro reboot che vive soltanto di nostalgia. Ma Coogler sembra aver scelto la strada più intelligente, mantenere il DNA e cambiare gli investigatori. Se poi, dietro una porta dell’FBI, dovessero comparire per qualche minuto Mulder e Scully, difficilmente qualcuno protesterà.

Dopo più di trent’anni, X-Files possiede ancora la stessa arma narrativa: non deve convincerci che gli alieni esistano. Deve convincerci che dietro una porta chiusa esista qualcosa che qualcuno preferirebbe non farci vedere.

E quella, fortunatamente, è una paura che non è mai passata di moda.

Lola R.

Fonti