Alibaba presenta Zhenwu V900 e prepara modelli fino a 10 trilioni di parametri: la sfida cinese all’AI americana diventa una battaglia sull’intera infrastruttura.
Per anni la corsa cinese all’intelligenza artificiale ha avuto un paradosso: modelli sempre più competitivi, ma una parte decisiva della potenza di calcolo dipendente da chip progettati altrove. Alibaba ora prova a cambiare il problema alla radice.
Il ventidue settembre duemilaventisei, durante la conferenza Apsara di Hangzhou, il gruppo ha presentato Zhenwu V900, il nuovo acceleratore sviluppato dalla divisione T-Head. Secondo Alibaba offre prestazioni tre volte superiori al precedente M890 e può essere collegato in cluster fino a cinquecentomila chip.
La produzione di massa e il lancio commerciale sono previsti nel primo trimestre del duemilaventisette. Il dato più interessante non è però il singolo processore: Alibaba sta costruendo contemporaneamente chip, modelli, supernodi e data center. In altre parole, non cerca soltanto un’alternativa a NVIDIA. Cerca un ecosistema.
Il nuovo fronte della competizione AI è l’intero sistema: chip, memoria, rete, software e data center. Ricostruzione editoriale originale Alfa Network.
Mezzo milione di chip non è un computer normale
Un acceleratore isolato racconta soltanto una parte della storia. I grandi modelli vengono addestrati distribuendo il lavoro su migliaia di processori. A quella scala, rete, memoria e software diventano importanti quanto la potenza del singolo chip.
Alibaba afferma che V900 può formare cluster fino a cinquecentomila unità. Non significa che esista già un sistema di quelle dimensioni: indica l’architettura verso cui l’azienda vuole scalare. Reuters riferisce inoltre che i supernodi AI di Alibaba Cloud inizieranno a entrare in servizio commerciale già in questo trimestre.
Da due virgola quattro a dieci trilioni di parametri
Il secondo pezzo del progetto è Qwen. L’attuale Qwen tre punto otto Max conta circa due virgola quattro trilioni di parametri. Alibaba prevede per le future generazioni Qwen quattro punto cinque e Qwen cinque una scala tra cinque e dieci trilioni.
Il numero dei parametri, da solo, non misura l’intelligenza di un modello. Architettura, dati, addestramento, inferenza e capacità di ragionamento possono contare molto di più. Ma un salto di questa dimensione spiega perché l’infrastruttura hardware sia diventata strategica: modelli enormi richiedono una quantità enorme di calcolo, energia e memoria.
Venti gigawatt: quando l’AI diventa infrastruttura energetica
Alibaba vuole portare la capacità globale dei propri data center oltre venti gigawatt entro il duemilatrentadue. È un obiettivo gigantesco. Reuters riporta che la domanda dei clienti AI sta crescendo più velocemente della capacità disponibile e che i vincoli della catena di fornitura stanno già limitando l’espansione.
L’AI non è più soltanto software: sta diventando una nuova infrastruttura industriale ed energetica. Ricostruzione editoriale originale Alfa Network.
Il vero bersaglio è la dipendenza
Le restrizioni statunitensi hanno impedito alla Cina di acquistare liberamente alcuni degli acceleratori NVIDIA più avanzati. Il risultato non è stato lo spegnimento della ricerca cinese, ma un’accelerazione degli investimenti domestici.
Huawei, Alibaba e altri gruppi stanno tentando strade differenti per ridurre il divario. AP osserva che i chip cinesi stanno guadagnando terreno, anche se la capacità delle fonderie di produrli con processi avanzati resta uno dei limiti decisivi.
Qui serve evitare due estremi. Zhenwu V900 non dimostra che la Cina abbia già superato NVIDIA. Alibaba fornisce soprattutto confronti con la propria generazione precedente, non benchmark indipendenti completi contro le piattaforme occidentali più recenti. Ma sarebbe altrettanto sbagliato liquidarlo come semplice propaganda: produzione prevista, cloud, modelli e infrastruttura mostrano una strategia industriale coerente.
La nuova guerra dei chip è una guerra di sistemi
Per molto tempo abbiamo confrontato i semiconduttori chiedendoci quale fosse il chip più veloce. Nell’era dell’AI quella domanda è insufficiente.
Conta quante unità possono lavorare insieme. Conta la banda della memoria. Conta il software che distribuisce i calcoli. Conta quanta elettricità può raggiungere il data center. Conta perfino quanto rapidamente si riescono a costruire centrali, trasformatori e reti ottiche.
Alibaba sta provando a controllare tutti questi livelli contemporaneamente. È questa, più del numero di parametri o del nome del processore, la parte realmente avveniristica della notizia.
La Cina non sta semplicemente cercando di costruire il proprio chip AI. Sta cercando di costruire il proprio cervello industriale per l’intelligenza artificiale.
Donald – Alfa Network