La Lituania progetta una sottostazione elettrica capace di resistere a droni e sabotaggi vicino al Corridoio di Suwałki. Sicurezza necessaria o nuova frontiera della paura?
Barbara Bucci | Alfa Network | 22 settembre 2026
Un trasformatore elettrico normalmente non ha bisogno di un sarcofago. A Gižai, in Lituania, invece sì. Cemento rinforzato, sensori contro i tunnel, doppioni delle apparecchiature più importanti e difese pensate anche contro droni esplosivi: la futura sottostazione che collegherà ancora più saldamente i Paesi baltici alla rete dell’Europa occidentale nasce già con l’architettura di una fortezza.
La ragione è geografica prima ancora che elettrica. Gižai sorgerà vicino al Corridoio di Suwałki, la stretta fascia di territorio fra Polonia e Lituania incastrata tra l’exclave russa di Kaliningrad e la Bielorussia. Reuters riferisce che fonti d’intelligence considerano possibile un tentativo russo di colpire infrastrutture della zona attraverso sabotaggi o perfino un’operazione sotto falsa bandiera. È una valutazione di rischio, non la prova dell’esistenza di un piano operativo russo.
La centrale che deve sopravvivere a un attacco
Il progetto Gižai fa parte di Harmony Link, il nuovo collegamento terrestre con la Polonia destinato ad aumentare la capacità elettrica fra i Baltici e il resto dell’Europa. Secondo il gestore lituano Litgrid, la protezione comprenderà recinzioni rinforzate, sistemi di rilevamento delle intrusioni sotterranee, componenti duplicate e strutture in cemento attorno ai trasformatori.
Reuters riferisce che le misure aggiuntive faranno salire il conto di almeno quarantotto milioni di euro. Vilnius vuole che Bruxelles contribuisca maggiormente, sostenendo che difendere un’infrastruttura posta sulla frontiera orientale dell’Unione non possa essere considerato soltanto un problema lituano.

Prima il divorzio elettrico da Mosca
Nel febbraio 2025 Estonia, Lettonia e Lituania si sono disconnesse definitivamente dalla rete sincronizzata con Russia e Bielorussia e il nove febbraio hanno agganciato i propri sistemi alla rete dell’Europa continentale. ENTSO-E ha confermato il successo dell’operazione. La Commissione europea ha sostenuto il processo con oltre un miliardo di euro di finanziamenti negli anni.
Suwałki: pochi chilometri che pesano moltissimo
Il corridoio collega territorialmente i Paesi baltici al resto della NATO. A ovest c’è Kaliningrad, a est la Bielorussia alleata di Mosca. Da anni gli analisti militari lo considerano uno dei punti geograficamente più delicati dell’Alleanza Atlantica. Con Harmony Link quella stessa fascia diventa ancora più importante anche dal punto di vista energetico.

Il drone abbattuto pochi giorni fa
Il sedici settembre un caccia italiano impegnato nella missione NATO di difesa aerea del Baltico ha abbattuto sopra la Lituania un drone Gerbera di fabbricazione russa. Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha detto che il velivolo era probabilmente diretto verso l’Ucraina e potrebbe essere stato deviato dalla guerra elettronica ucraina.
Fatto: il drone è entrato nello spazio aereo lituano ed è stato abbattuto. Valutazione delle autorità lituane: probabilmente non era destinato alla Lituania. Ipotesi più grave: che simili episodi possano essere usati come provocazione o copertura per un’operazione intenzionale. Reuters non riporta prove che l’incidente fosse un attacco deliberato contro la NATO.
La falsa bandiera: parola potentissima, prova difficilissima
Secondo fonti d’intelligence citate da Reuters, uno scenario considerato possibile sarebbe un attacco contro infrastrutture critiche organizzato in modo da confondere l’attribuzione. È il territorio della guerra ibrida: sabotaggi, cyberattacchi, droni, disinformazione e operazioni progettate per restare sotto la soglia di una risposta militare convenzionale.
Ma una valutazione d’intelligence non è una profezia. Dire che un attacco è possibile non significa che sia già stato deciso. La sicurezza preventiva è razionale; trasformare ogni scenario possibile in certezza politica significa invece regalare alla paura una scrivania nel ministero.
Mosca e ciò che non è dimostrato
La Russia ha ripetutamente respinto le accuse occidentali di sabotaggio delle infrastrutture europee. Nel caso della nuova sottostazione, Reuters descrive il rischio attraverso valutazioni lituane e occidentali; non presenta una prova pubblica di un ordine russo per colpire Gižai.
È quindi corretto parlare di minaccia percepita e pianificazione preventiva, non di “piano russo scoperto”. La differenza sembra piccola soltanto finché qualcuno non decide di costruirci sopra una crisi diplomatica.
Chi paga la fortezza?
Lituania e Polonia chiedono più sostegno europeo per proteggere la rete. Dal punto di vista di Vilnius, se Gižai protegge la sicurezza energetica europea, l’Europa deve partecipare alla spesa. Per gli altri contribuenti, ogni nuovo muro, sensore e trasformatore duplicato apre invece la domanda su quanto costerà trasformare le infrastrutture civili dell’Est europeo in installazioni semi-militari.
Fatti, interpretazioni e propaganda
Fatti verificati: i Baltici sono sincronizzati con la rete continentale europea dal febbraio 2025; Gižai fa parte di Harmony Link; la sottostazione sarà dotata di protezioni fisiche avanzate; il sedici settembre un drone russo è stato abbattuto nello spazio aereo lituano.
Valutazione lituana e occidentale: infrastrutture della regione potrebbero diventare obiettivi di sabotaggio o operazioni ibride russe. Elemento non dimostrato: l’esistenza di un piano russo già deciso per attaccare Gižai o Harmony Link.
Gižai racconta l’Europa del 2026 meglio di molti vertici diplomatici: una centrale elettrica progettata con sarcofagi di cemento, sensori anti-tunnel e difese contro i droni. L’indipendenza energetica ha staccato la spina da Mosca. Adesso bisogna impedire che qualcuno, letteralmente o metaforicamente, provi a staccarla di nuovo.
Barbara Bucci (Babu)
Fonti
- Reuters, 22 settembre 2026 — Gižai, Harmony Link e protezione contro droni e sabotaggi
- Reuters, 16 settembre 2026 — drone Gerbera abbattuto sopra la Lituania
- ENTSO-E, 9 febbraio 2025 — sincronizzazione dei sistemi elettrici baltici
- Commissione europea — Baltic Energy Market Interconnection Plan
- Ekobana, 14 settembre 2026 — autotrasformatori per Gižai e Harmony Link