Questo sito utilizza dei cookies per il suo funzionamento, ed ha sue impostazione per la privacy.

Alfa Network

A Chan Chan una piattaforma funeraria quasi intatta con 38 individui riapre il dossier sull’élite Chimú e sul culto degli antenati.

Philip Cheshire | Alfa Network | 1 ottobre 2026

Nel deserto costiero del Perù esiste una città che sembra costruita con la materia stessa del paesaggio. Chan Chan è un labirinto di adobe, cortili, rampe e pareti decorate a pochi chilometri da Trujillo. A settembre ha restituito qualcosa di eccezionale: nel complesso murato di Utzh An gli archeologi hanno presentato una piattaforma funeraria rimasta quasi intatta per circa seicento anni, con i resti di trentotto individui e un corredo che apre una finestra rara sull'élite Chimú.

La città di terra che governava il mare

Chan Chan fu la capitale del regno Chimú, una delle maggiori potenze andine prima dell'espansione inca. La città raggiunse dimensioni straordinarie grazie a una rete di complessi murati, magazzini, piazze cerimoniali e sistemi idraulici. Il suo linguaggio visivo parla continuamente del Pacifico: onde, pesci, uccelli e motivi marini corrono sulle pareti di fango. Il paradosso è magnifico: una capitale costruita nel deserto che racconta il mare quasi ovunque.

Ricostruzione editoriale del paesaggio urbano di Chan Chan
Il labirinto di adobe di Chan Chan. Immagine originale Alfa Network, ricostruzione editoriale.

Utzh An e la sepoltura che sfuggì ai saccheggi

Il ritrovamento annunciato l'otto settembre riguarda Utzh An, il più esteso dei complessi murati di Chan Chan. Le fonti peruviane descrivono una camera principale e due ambienti laterali. Al centro sarebbe stato deposto un individuo di alto rango, accompagnato da oggetti in conchiglia e metallo; nelle aree laterali sono comparsi armi, emblemi metallici, ornamenti e altri resti umani. Il totale documentato è di trentotto individui. Tracce di cinabro, il pigmento rosso usato in contesti rituali, aggiungono un elemento particolarmente suggestivo.

La parola chiave, però, è contesto. Molte sepolture d'élite della regione furono violate nei secoli. Una piattaforma che conserva persone e oggetti nelle relazioni originarie permette agli archeologi di ricostruire non soltanto cosa possedevano i Chimú, ma come organizzavano il rito, il rango e il rapporto con gli antenati.

Ricostruzione editoriale del complesso murato Utzh An a Chan Chan
Utzh An, la “Casa Grande”, è al centro delle nuove ricerche. Immagine originale Alfa Network, ricostruzione editoriale.

Il rosso del cinabro e il culto degli antenati

Il cinabro non dimostra pratiche misteriose nel senso moderno del termine. Era un materiale prezioso e simbolicamente potente in diverse culture andine. La sua presenza sui resti e sugli oggetti può aiutare a comprendere il trattamento dei defunti e il valore attribuito alla sepoltura. Gli studiosi stanno inoltre valutando riaperture e riorganizzazioni del complesso funerario: una tomba d'élite poteva essere un luogo attivo nella politica della memoria, non semplicemente una porta chiusa per sempre.

Paleoastronautica? Qui il mistero è già abbastanza grande

Chan Chan viene talvolta trascinata, insieme ad altri grandi siti precolombiani, dentro narrazioni su conoscenze impossibili o interventi esterni. Il livello urbanistico, l'ingegneria idraulica e la complessità rituale sono reali; non esistono però prove archeologiche che colleghino Chan Chan a tecnologie extraterrestri o a visitatori non umani. La domanda più interessante è quasi l'opposto: perché una civiltà capace di governare acqua, deserto, commercio e una capitale gigantesca dovrebbe aver bisogno di un aiutante venuto dalle stelle?

Come visitare Chan Chan

Il punto di riferimento è Trujillo, sulla costa settentrionale del Perù. Il circuito turistico normalmente accessibile comprende soprattutto il complesso murato Nik An e il Museo de Sitio; Utzh An è un'area di ricerca e conservazione e non va confuso con il normale percorso aperto ai visitatori. Il Ministero della Cultura ha integrato Chan Chan nella piattaforma digitale Tu Boleto. Le informazioni ufficiali disponibili indicano apertura dal martedì alla domenica, dalle nove alle sedici, e una tariffa ordinaria di dieci soles; orari e prezzi vanno comunque ricontrollati prima della partenza.

Per una giornata completa conviene unire Chan Chan a Huanchaco, il villaggio costiero famoso per i caballitos de totora, le tradizionali imbarcazioni di canne. È il finale perfetto: dopo ore tra muri decorati con onde e pesci, il Pacifico smette di essere un simbolo e torna davanti agli occhi.

Il consiglio di Philip

Portate acqua, cappello e protezione solare. L'adobe assorbe il colore del deserto e può ingannare: sembra un paesaggio morbido, ma il sole della costa peruviana non lo è affatto. E non correte. Chan Chan si comprende per ripetizione. Un motivo di pesci, una griglia, un corridoio, un'altra piazza. Poco alla volta il labirinto smette di sembrare casuale e comincia a parlare.

La nuova tomba di Utzh An non trasforma Chan Chan in una “città maledetta” o in un enigma soprannaturale. Fa qualcosa di meglio: restituisce nomi ancora sconosciuti a persone che, seicento anni fa, occupavano il vertice di un mondo che gli Inca avrebbero presto assorbito. Sotto pochi centimetri di sabbia, la storia aveva conservato il proprio archivio.

Fonti