Nella quinta tranche declassificata emergono rapporti militari e documenti FBI estremamente dettagliati. Alcuni descrivono oggetti rilevati da sensori, altri giganteschi triangoli silenziosi. Ma che cosa dimostrano realmente?
Aggiornamento dell’inchiesta: dieci agosto duemilaventisei.
Ci sono documenti che, quando li apri, sembrano normali rapporti burocratici. Codici, classificazioni, coordinate oscurate, elenchi di distribuzione interna.
Poi arrivi a una riga: “Approximately twenty-five instances of UAPs”. Circa venticinque osservazioni UAP. E improvvisamente il documento cambia faccia.
Il sette agosto il governo statunitense ha pubblicato la quinta tranche di PURSUE, il Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters. Il portale ufficiale mette a disposizione circa centotrenta megabyte di documenti e oltre cinquecento megabyte di video e dichiara che il materiale viene sottoposto a revisione e declassificazione prima della pubblicazione. Consulta PURSUE – Release zero cinque.
Questa volta possiamo quindi utilizzare una parola spesso abusata in ufologia: declassificati. Ma declassificato non significa provato. Ed è qui che comincia la nostra indagine.

Il caso del Golfo di Oman
Il documento più interessante della tranche porta il codice DOW-UAP-D101. È un Intelligence Information Report relativo a un episodio avvenuto l’otto settembre duemilaventuno durante un’esercitazione a fuoco reale nel Golfo di Oman.
La piattaforma coinvolta era un AC-centotrenta delle forze speciali statunitensi. Secondo il rapporto, l’equipaggio utilizzò un sensore elettro-ottico e infrarosso mentre l’aereo orbitava attorno a un flare impiegato come bersaglio.
Gli operatori riferirono di vedere due oggetti descritti come cold orbs, sfere fredde nell’immagine infrarossa, apparentemente stazionarie fra zero e venti piedi sopra la superficie del mare. Il diametro fu stimato in circa quattro piedi. Rimasero sul posto per una quindicina di secondi.
Poi l’operatore azionò il cannone da centocinque millimetri dell’AC-centotrenta. Nel brevissimo intervallo fra l’azionamento del grilletto e il rinculo dell’arma, le due sfere si sarebbero allontanate rapidamente, uscendo dall’inquadratura senza apparentemente modificare la propria quota. Scarica il rapporto originale DOW-UAP-D101.
Durante la missione l’equipaggio dichiarò di avere osservato circa venticinque episodi UAP. Alcuni oggetti sarebbero stati disposti in formazione; altri avrebbero compiuto manovre descritte come erratiche o aggressive. Due furono paragonati a delfini che si muovono uno attorno all’altro.
Il dato delle milletrecento miglia orarie
Nel documento compare un’informazione ancora più importante. Il Combat Systems Officer avrebbe utilizzato TACTOOL per calcolare approssimativamente la velocità degli oggetti: da circa duecentocinquanta fino a milletrecento miglia orarie. Il rapporto aggiunge che non venne osservato alcun sistema di propulsione.
Se queste velocità fossero confermate attraverso dati geometrici e telemetrici completi, il caso sarebbe estremamente rilevante. Ma qui bisogna fermarsi.
Il documento reca infatti l’indicazione “Information report, not finally evaluated intelligence”. Stiamo leggendo un rapporto autentico che registra quanto osservato e calcolato dagli operatori, non una valutazione scientifica definitiva che certifichi che oggetti fisici sconosciuti abbiano realmente raggiunto quella velocità.
C’è inoltre un problema investigativo: l’equipaggio tentò di salvare l’intera registrazione del sensore, ma secondo il rapporto il registratore digitale ebbe un malfunzionamento e parte dei dati risultò corrotta. Qui la pista si interrompe proprio dove avremmo voluto disporre di maggiori informazioni.
I triangoli neri entrano nei fascicoli FBI
La Release zero cinque contiene anche una serie di moduli FD-trecentodue dell’FBI, verbali impiegati dagli agenti per registrare quanto dichiarato durante un’intervista.
Un documento riguarda Colorado Springs. Un uomo e sua moglie affermano di avere visto, nell’ottobre duemilaventitré, un oggetto triangolare passare molto basso sopra la loro abitazione. Il testimone lo descrive come apparentemente semitrasparente, circondato da una distorsione simile a quella prodotta dall’aria calda o alla visione di qualcosa sott’acqua.
L’oggetto sarebbe stato silenzioso, privo di ali, derive e motore visibile. Sul bordo posteriore avrebbe mostrato una fascia di luce blu-argentea. L’osservazione, però, durò appena quattro secondi e non vennero realizzate fotografie o riprese. Scarica il verbale FBI sul triangolo traslucido.
Abbiamo dunque una testimonianza interessante, formalmente registrata dall’FBI, ma non una prova fisica.
Un secondo triangolo a Colorado Springs
Un differente FD-trecentodue registra un altro racconto relativo sempre a Colorado Springs e ancora all’ottobre duemilaventitré. Il testimone descrive questa volta un enorme triangolo nero con una luce rossa su ciascuno dei vertici.
Avrebbe inizialmente viaggiato a una velocità paragonabile a quella di un elicottero, per poi accelerare, secondo una stima esclusivamente visiva, fino a Mach uno o Mach due. Nessun rumore e nessuna propulsione visibile.
Il rapporto registra persino l’affermazione secondo cui, subito dopo l’evento, la voce del testimone durante una telefonata sarebbe risultata robotica, come in presenza di un’interferenza. Scarica il verbale FBI sul grande triangolo con luci rosse.
Due dossier, la stessa città, lo stesso mese e oggetti triangolari. Il parallelismo è suggestivo, ma le date precise sono oscurate e gli atti non permettono di stabilire che i testimoni abbiano osservato lo stesso fenomeno.

Il gigantesco triangolo di Bagram
Un terzo documento FBI ci porta in Afghanistan. Un ex pilota militare racconta che nel giugno duemiladue, mentre si trovava a Bagram insieme a un altro pilota, le stelle iniziarono improvvisamente a scomparire sopra di loro.
Qualcosa stava attraversando il cielo. Il testimone lo interpretò come un enorme triangolo equilatero, completamente privo di luci e apparentemente silenzioso. Dimensione stimata: circa cinquecento piedi.
Il secondo pilota avrebbe osservato a sua volta il fenomeno. Tuttavia non vengono presentati radar, fotografie o altri dati strumentali capaci di confermare le dimensioni e la natura dell’oggetto. Scarica il verbale FBI su Bagram e gli avvistamenti dei piloti.
Un caso termico del duemilaventisei
Un ulteriore documento FBI riguarda un’osservazione effettuata nel duemilaventisei. Dopo una segnalazione relativa a una rilevazione in radiofrequenza, un osservatore utilizza un dispositivo termico e individua un oggetto scuro. Poi ne compare un secondo.
Entrambi risultano black hot nell’immagine termica e sembrano viaggiare insieme alla stessa velocità. L’osservazione sarebbe durata fra cinque e dieci minuti e sarebbero state realizzate fotografie e registrazioni successivamente consegnate a un agente speciale. Scarica il verbale FBI sugli oggetti termici.
Che cosa è provato e che cosa non lo è
- Fatto documentato: la Release zero cinque è una pubblicazione governativa ufficiale di materiali sottoposti a revisione e declassificazione.
- Fatto documentato: il rapporto militare registra circa venticinque osservazioni UAP durante una missione dell’AC-centotrenta.
- Stima attribuita: le velocità fra duecentocinquanta e milletrecento miglia orarie derivano dal calcolo riportato dall’operatore e non da una verifica scientifica indipendente resa pubblica.
- Testimonianze attribuite: i triangoli di Colorado Springs e Bagram sono racconti formalmente raccolti dall’FBI.
- Non dimostrato: nessuno dei documenti prova un’origine extraterrestre o non umana.
- Questione aperta: alcuni episodi rimangono senza attribuzione definitiva per insufficienza o indisponibilità dei dati.
Il Congresso entra in scena
Il trentuno marzo duemilaventisei la Task Force on the Declassification of Federal Secrets della Camera aveva inviato al Segretario Pete Hegseth una richiesta formale per ottenere quarantasei gruppi di filmati UAP. Nell’elenco figuravano episodi nel Golfo Persico, oggetti osservati sopra o dentro l’acqua e riprese provenienti da piattaforme militari.
Non è però disponibile una prova documentale che permetta di definire la Release zero cinque come risposta diretta a quella specifica richiesta della Camera. Scarica la richiesta formale della Camera del trentuno marzo.
La domanda ancora aperta
La vera forza della Release zero cinque non risiede nell’aver dimostrato la presenza di visitatori extraterrestri. Risiede nell’avere reso consultabili documenti che mostrano ciò che militari, piloti, agenti e sensori hanno registrato senza che alcuni episodi abbiano ancora ricevuto un’attribuzione definitiva.
Il caso più solido, per ora, rimane quello dell’AC-centotrenta nel Golfo di Oman. Il documento che potrebbe far avanzare davvero l’inchiesta sarebbe la registrazione originale completa, accompagnata dai parametri del sensore, dalla posizione e dal movimento della piattaforma, dalla distanza dal bersaglio e dalla metodologia usata per calcolare la velocità.
Fino a quando questi dati non saranno disponibili, il caso resta aperto. Non è una prova di origine non umana, ma è certamente un fascicolo che merita di rimanere sulla scrivania.
Fonti e documenti
- U.S. Department of War, Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters – Release zero cinque, sette agosto duemilaventisei: portale ufficiale PURSUE.
- U.S. Air Force / Department of War, DOW-UAP-D101 – Multiple Unidentified Aerial Phenomenon Observed over the Gulf of Oman, evento dell’otto settembre duemilaventuno, rapporto pubblicato nel duemilaventidue e approvato per il rilascio nel marzo duemilaventisei: PDF ufficiale.
- Federal Bureau of Investigation, FBI-UAP-D026 – Dark Translucent Triangle, testimonianza relativa all’ottobre duemilaventitré: PDF ufficiale.
- Federal Bureau of Investigation, FBI-UAP-D030 – Large Triangle with Red Lights, testimonianza relativa all’ottobre duemilaventitré: PDF ufficiale.
- Federal Bureau of Investigation, FBI-UAP-D024 – Airborne Lights and Triangle, testimonianze relative agli anni duemiladue, duemilaventitré e duemilaventiquattro: PDF ufficiale.
- Federal Bureau of Investigation, FBI-UAP-D032 – Slow-moving Objects, duemilaventisei: PDF ufficiale.
- U.S. House Committee on Oversight and Government Reform, lettera della presidente Anna Paulina Luna al Segretario Pete Hegseth, trentuno marzo duemilaventisei: PDF ufficiale della richiesta congressuale.
- U.S. Department of War, fotografia Night Training, Golfo di Oman, diciannove agosto duemilaventidue; autore U.S. Army Spc. Noah Martin, VIRIN 220819-A-KS490-1096: pagina e download ufficiali dell’immagine.
- U.S. Department of War, fotografia Bagram Airfield, ventiquattro settembre duemilasette, VIRIN 067236-Z-TEI48-412: pagina e download ufficiali dell’immagine.
Nota sulle immagini: entrambe sono fotografie ufficiali statunitensi utilizzate come immagini di contesto e non rappresentano gli UAP descritti nei documenti. Conservare sempre le didascalie e i crediti indicati.








